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Silent Hill 4 è un videogioco di ambientazione survival horror, sviluppato da Konami e uscito nel 2004 per diverse piattaforme. Fa parte della serie Silent Hill. La trama è fortemente ispirata al film The Cell. L'episodio ha introdotto forti novità a livello di giocabilità nella serie, ma è stato molto criticato per la sua prevedibilità e per il fatto che in realtà consiste nel visitare due o tre volte gli stessi scenari azzerando il fattore "originalità" durante l'avventura. Il soundtrack del gioco in Giappone è stato accompagnato da un CD di storie del mistero della tradizione orientale.  Walter Sullivan è morto dieci anni fa, ma omicidi in serie eseguiti con la stessa fredda perversione sono stati perpetrati negli ultimi mesi a South Ashfield e Silent Hill. Tutte le vittime sono segnate da un numero inciso nella carne. Henry, attraversata la porta dimensionale, si ritrova nella fermata della metropolitana davanti casa, insieme a Cynthia, una avvenente ragazza convinta che quello che sta vivendo non è altro che un sogno e che presto si sveglierà. Così non è e Cynthia muore, picchiata a sangue, da uno sconosciuto che le ha inciso sul corpo un numero. Henry si ritrova nuovamente nel suo appartamento, vede i vicini tentare di aprire la porta e scova un foro nel muro che gli permette di vedere la stanza della sua vicina, Eileen. Una ambulanza porta via un corpo dalla metropolitana. Henry capisce che se si muore nella realtà alternativa si muore anche nel mondo reale. Nel suo secondo viaggio Henry è catapultato nei boschi di Silent Hill, dove trova Jasper Gein, un ragazzo con evidenti problemi che gli parla del culto legato alla Mother Stone, una pietra in grado di mettere in comunicazione i vivi e i morti. Il culto inoltre sfrutta i bambini dell'orfanotrofio per compiere i propri riti, a volte sacrificandoli, a volte utilizzandoli soltanto per le preghiere. Henry fa la conoscenza di un bambino nel vicino cimitero, ma il piccolo scappa senza rispondere alle sue domande. Ritornato all'orfanotrofio Henry trova Jasper in fiamme con un numero inciso sul corpo. Il terzo viaggio di Henry è nella prigione acquatica sul lago Toluca, dove il culto tiene segregati gli orfani. Qui incontra DeSalvo che gli racconta di Walter Sullivan, un bambino abbandonato dai genitori nell'appartamento di Henry anni fa ed utilizzato dal culto per la resurrezione della Santa Madre. Nel quarto viaggio, Henry incontra Richard Braintree, un suo vicino di casa. Lui gli racconta che anche Joseph, il vecchio inquilino dell'appartamento di Henry ha avuto la loro stessa sorte, di essere cioè intrappolato nel loro stesso incubo. Ma alla fine anche Richard fa la fine degli altri. Mentre tenta di arrivare all'appartamento di Eileen, Henry incontra Walter Sullivan e subito dopo scopre che anche Eileen ha subito violenze e si ritrova il solito marchio addosso. Henry la ritrova all'ospedale della realtà alternativa. Henry incontra nuovamente il bambino con cui aveva tentato di dialogare e finalmente riesce a scoprire la verità. Il piccolo è la parte infantile di Walter Sullivan, che cerca di tornare dalla propria madre (identificata con l'appartamento di Henry), mentre il vecchio Walter Sullivan sta tentando, attraverso sacrifici umani (come insegnatogli dalla setta di Silent Hill) di resuscitare la Santa Madre. Ma per completare il rituale, Walter deve uccidere anche Eileen e Henry. Quest'ultimo però, utilizzando parte del cordone ombelicale del parto dello stesso Walter (conservato negli appartamenti) riesce a fermare il processo. Però in uno dei finali, Walter completa il suo rituale e ritorna così in vita assieme alla sua parte bambina (forse la più malvagia?), Henry rimane ucciso, in modo tanto brutale che è irriconoscibile dalla polizia, e Eileen non viene ritovata... In realtà si capisce che non era destino per Eileen e Henry morire prima, ossia quando hanno incontrato gli altri supestiti, perché non era previsto dal rituale, infatti Hanry è definito dal rito "colui che riceve saggezza", quindi la riceve assistendo agli altri omicidi... Ogni vittima ha un proprio compito nel rito di Walter Sullivan.
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